Tecniche PMA: Rischi per la donna

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) rappresenta la principale complicazione della fase di stimolazione ovarica. Può presentarsi in forme più o meno gravi.

La forma lieve interessa una porzione significativa di pazienti (8-20%) e comporta distensione addominale, nausea e ingrossamento delle ovaie. In genere questa forma non richiede ospedalizzazione e si risolve spontaneamente.

La forma più grave interessa un’esigua minoranza delle pazienti (circa 0,6%) e comporta alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico ed emocoagulativo (ipercoagulabilità) e si associa ad un abnorme aumento del volume delle ovaie, con dolori addominali, versamento ascitico, pleurico,  possibile comparsa di fenomeni tromboembolici e varie altre complicazioni. Poiché le potenziali complicazioni di questa forma possono essere serie, è necessario il ricovero ospedaliero e un attento monitoraggio di vari parametri.

Qualora il rischio di sviluppare tale condizione sia elevato, i medici potranno decidere di:

•         sospendere il ciclo
•         crioconservare gli ovociti
o, nei casi di insorgenza post-fertilizzazione, di non effettuare il trasferimento degli embrioni e di procedere alla crioconservazione degli stessi ed al loro  trasferimento  differito  non  appena  le condizioni di salute lo permettano, come previsto dalla legge (Art. 14 comma 3), da realizzarsi non appena possibile.

I rischi operatori legati al prelievo di ovociti per via transvaginale sono percentualmente molto bassi e comprendono  infezioni  pelviche  (0,8%)  e sanguinamento addominale (0,07%), perforazione dei vasi iliaci (0.04%), che possono richiedere un ricovero ospedaliero urgente con eventuale intervento chirurgico laparoscopico.   Se  il  prelievo   degli   ovociti   viene eseguito  in anestesia esso implica i rischi generici della procedura anestesiologica adottata.

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